Il fiume

Ho scelto una pietra comoda, corredata di muschio morbido e asciutto.E’ un buon punto di osservazione, da qui si vede un lungo tratto del fiume, a nord come a sud lo sguardo spazia per chilometri. Una maestosa quercia mi fa ombra e attenua il caldo afoso di settembre.

Ho da mangiare. Da bere. Ho una canna per pescare e un coltello per raccogliere erbe, cicorie, cardi selvatici. Ho un binocolo per vedere i flutti e quel che trasportano. Ma soprattutto ho tempo da vendere.

Prima o poi passerà qualcuno, e io lo aspetto.

 

Rua dos Douradores

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“Penso a volte che non uscirò mai da questa Rua dos Douradores. E se lo scrivo, mi sembra l’eternità”.

“Lo svegliarsi di una città, che avvenga con la nebbia o altrimenti, per me è sempre più commovente dello spuntare del giorno in campagna… Un mattino in campagna esiste; un mattino in città promette; il primo fa vivere; il secondo fa pensare. E io sentirò sempre, come i grandi maledetti, che è meglio pensare che vivere”.

(Da “Il libro dell’inquietudine”, Fernando Pessoa) Read More

Il paese perfetto

È un paese piccolo, ma perfetto. Sinio ha poche case, arrampicato sulla collina che incombe sulla ferita della valle Talloria: un solco lungo e stretto, verde e ordinato, scavato tra i vigneti. Ieri i vigneti erano rosso sangue, e di un giallo caldo e antico, spruzzato sulle foglie avvizzite dei graspi come da una pioggia indecisa. E il verde era brunito, severo, un po’ anziano, seduto sul prato che sembra morire.

20151101_154037Nessuno per strada, qualche macchina sul piazzale. Da una Volvo scende un signore che entra nel circolo Arci: un po’ piola, un po’ bar, un po’ centro anziani. Dentro, due tavoli e altrettanti mazzi di carte in gioco, qualche cartello, nessun quadro e poche foto di donne in costume o in posa con figli e nipoti: “Masche nel mondo”, è il titolo della raccolta, le streghe-maghe di Sinio che si celano dietro ogni donna nata qui, così lontano dal mondo e così vicino al cuore del mondo. Read More

Rue Watt, #Parigi

Peccato che Boris Vian non sia riuscito a piantare i pomodori in rue Watt. Forse qualcuno l’avrebbe dovuto fare per lui, per il poeta delle notti di Saint Germain des Prés, ucciso da una sincope e da un brutto film nel 1959, a soli 39 anni. Il film era tratto dal suo “Sputerò sulle vostre tombe”, il primo libro scritto come una crime story americana, sotto pseudonimo, tredici anni prima e Boris lo trovò orribile. Troppo per il suo cuore malato. Due piantine alla memoria, senza lapidi o discorsi, a produrre frutti per chi li vuole raccogliere. Io l’avrei fatto, per lui, in rue Watt. Read More